Il legame tra il Covid e il mondo islamico è arrivato in Parlamento, con la richiesta della deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d'Italia in commissione Covid, di far luce sulle raccolte fondi dell'Ucoii di cui ha parlato Il Giornale, con l'interrogazione presentata dal deputato di FdI Federico Mollicone, e con le prese di posizione nette di tutti i partiti della maggioranza. L'allora leader dell'Unione Yassine Lafram, infatti, aveva dichiarato in meno di due mesi dall'esplodere della pandemia di aver raccolto 500mila euro e di aver donato oltre 100mila mascherine, senza però aver specificato il donatore. C'è però un altro elemento non indifferente che proviene sempre dalla bocca di Lafram: poco dopo aver parlato della portata della donazione, ha spiegato, sempre dopo pochi mesi, che l'Ucoii contava di arrivare a un totale di un milione di euro a fine Ramadan "che è il mese della generosità, della solidarietà e delle donazioni". Cercando sul sito in questione, però, il link dedicato al Covid (foto) non è più funzionante e il risultato ottenuto è "pagina non trovata" nel momento in cui clicchiamo al link dedicato. Perché il link è in disuso? Cosa c'era scritto? Le informazioni presenti sul sito ad ora sono totalmente generiche. È del 25 febbraio 2020 l'appello in cui scrivono: "Raccolta fondi per l'emergenza Coronavirus al fine di rifornire di mascherine le aree dei focolai. L'Unione invita tutti i Centri Islamici, le moschee e i singoli a contribuire attivamente per fronteggiare insieme l'emergenza". E ancora: "Vista la scarsità di mascherine mediche che aiutano a limitare la veloce propagazione del virus e rendendosi questa necessaria ormai, nelle aree a rischio, anche per poter accedere ai servizi essenziali, l'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia, applicando i principi islamici di solidarietà, invita tutte le comunità islamiche italiane a contribuire al fine di creare degli approvvigionamenti di mascherine e materiale necessario per affrontare l'emergenza in corso". Ma a chi sono state devolute? Tramite quali canali sono state acquistate? Rispettavano i criteri necessari? Sono loro stessi a esplicitare che si tratti di materiale comprato e a dire che "tutto il materiale acquistato verrà consegnato gratuitamente alla cittadinanza tramite le Comunità locali ed in coordinamento con le autorità locali delle aree a rischio, nonché agli istituti sanitari che ne avessero necessità". Ed è proprio la pagina a cui rimandano in quel punto, quella in cui si fa riferimento ai "canali indicati", che non compare più. E, in aggiunta, oltre all'Iban intestato all'Unione, per effettuare le donazioni compare il link Paypal che ora riporta la seguente scritta: "Al momento questa organizzazione non è idonea a ricevere donazioni". Va considerato che l'Unione conta su centinaia di punti fermi tra moschee e luoghi di culto che inevitabilmente seguono le linee dettate dalla casa madre: in quante hanno aderito alla raccolta fondi? E, soprattutto, hanno seguito i canali ufficiali? Intanto, l'allora premier Giuseppe Conte, che da sempre ha mostrato vicinanza alla comunità islamica, sapeva dell'esistenza di questo canale? Non dimentichiamo che l'allora ministro Lamorgese incontrò Lafram al Viminale.