Un chiodo fisso, una vera ossessione. Il Fatto quotidiano non ha deposto le armi contro il nemico di sempre. Anche se Berlusconi è morto da quasi tre anni, il giornale diretto da Travaglio continua a sparare ad alzo zero su tutto ciò che ha a che fare col nome del fondatore di Forza Italia. La consueta vis polemica, tuttavia, ha superato il segno del "legittimo" entrando a gamba tesa nell'area del politicamente scorretto e persino del body shaming. A sottolinearlo è la stessa primogenita del Cavaliere, Marina, in una lettera inviata al direttore del sito Dagospia, Roberto D'Agostino. Una missiva che replica soprattutto a un articolo di Pino Corrias del 14 pubblicato con grande evidenza dal Fatto dove la presidente della Fininvest viene fatta oggetto di osservazioni che sfiorano il body shaming e il sessismo ("Marina sta preparando armi e beauty case come fece il padre", è la prima puntura che campeggia a inizio pezzo, fino all'assunzione di un "dialogue coach per modificare il tono infantile della voce").
"Dietro le tante fantasie che Corrias scrive su di me - i miei testi attribuiti a Ciao Darwin, un presunto dialogue coach per la mia voce, la solita fantomatica idea di una mia discesa in campo si nascondono i peggiori tratti di un disprezzo per il genere femminile che, se vogliamo restare in campo evoluzionistico, definirei cavernicolo. Per non parlare di una spiccata attitudine a quello che i suoi colleghi progressisti chiamerebbero body shaming". Nella lettera a Dagospia la presidente di Fininvest sottolinea proprio il tono patriarcale delle considerazioni avanzate dal giornalista. "Non so se Corrias abbia una moglie, una figlia, una sorella, ma nel dubbio esprimo loro tutta la mia solidarietà: condividere la vita con un uomo prigioniero di idee tanto retrograde, misogine e profondamente patriarcali sempre per citare i progressisti, quelli veri deve essere di certo un faticoso esercizio di resistenza". "Tutto questo premesso - conclude Marina Berlusconi -, devo dire che gli attacchi del Fatto Quotidiano per me sono medaglie al valore, che mi appunto con grande soddisfazione sulla giacca. Certo, spiace vedere che in tanti anni di onorato servizio e nonostante un talento giornalistico davvero spiccato, Travaglio, Corrias e la loro banda non si siano mai trovati un'altra ragion d'essere, editoriale ed esistenziale, al di fuori dell'ossessione antiberlusconiana. Poverini, deve essere davvero frustrante". Sessismo e body shaming che hanno spinto numerosi protagonisti della vita politica a manifestare solidarietà alla presidente Fininvest. A partire dai profili social di Forza Italia dove compare un comunicato che spiega che "Insulti sessisti e offese sono il frutto di un odio viscerale e immotivato, lo stesso che per anni hanno riversato nei confornti del presidente Silvio Berlusconi". Quelli del Fatto sono per Matilde Siracusano, sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, "attacchi indecenti". La deputata azzurra considera il giornale guidato da Travaglio come espressione "di un'ossessione patologica nei confronti della famiglia del Cavaliere". La mancanza di rispetto per le donne è la chiave di lettura proposta dalla gran parte delle espressioni di solidarietà indirizzate alla figlia del fondatore di Forza Italia. "Sono rimasta profondamente colpita - commenta la vicepresidente dei deputati azzurri Rita Dalla Chiesa -, dalla volgarità e dalla gravità delle parole usate nei confronti di Marina Berlusconi. Un attacco che supera ogni limite".
Non si è fatta attendere la replica di Corrias con una toppa che appare peggiore del buco visto che consiglia a Marina Berlusconi prudenza: "A meno che essere cresciuta in mezzo allo scempio culturale e politico che il babbo ha fatto delle donne per una quarantina d'anni non l'abbia resa così smemorata da imboccare la difesa peggiore". Considerazione che viene smentita da una nota della parlamentare azzurra Patrizia Marrocco che ricorda quanto Forza Italia sia lontano da quel modello descritto dal Fatto: "Per la prima volta nella politica italiana, una donna alla Presidenza del Senato, due donne capigruppo di un grande partito, numerose ministre, una donna sindaco di Milano e una presenza femminile nelle istituzioni più alta rispetto a qualsiasi altro partito".