E il Pallone d'oro a chi andrà? La vittoria della Spagna ai Mondiali ha lanciato la volata al premio individuale più importante nel panorama calcistico. Se la Selecciòn avesse centrato il back-to-back il grande favorito sarebbe stato l'otto volte vincitore Lionel Messi, consacrando maggiormente la sua leggenda. Il successo della Spagna, invece, ha riaperto i giochi. Il nome più altisonante è quello di Lamine Yamal: campione della Liga e della Copa del Rey con il Barcellona, oltre che campione del mondo con la Roja. Premiare la stella nascente del calcio mondiale sarebbe anche una grande mossa di marketing, sancendo il definitivo passaggio di testimone da Messi. Il Mondiale di Yamal, però, non è stato brillantissimo (1 gol). Ed ecco la suggestione casalinga.
Restando infatti a Barcellona e Spagna, stanno salendo meritatamente le quotazioni della colonna difensiva delle Furie Rosse: Pau Cubarsí. Classe 2007, come Yamal, il difensore spagnolo ha rubato la scena in questi Mondiali per personalità, fisicità, tecnica, efficacia e lettura del gioco, risultando il miglior playmaker della competizione per passaggi riusciti (671), dietro solo a capitan Rodri (756). Nominato "Miglior giovane" del Mondiale, Cubarsí ha anche lasciato il segno contribuendo al gol decisivo nei quarti di finale contro il Belgio.
Il marchio di fabbrica della Roja in questa spedizione iridata, oltre al meraviglioso gioco corale, è stata la difesa capace di adattarsi e anestetizzare qualunque minaccia, chiedere allo stellare attacco francese. A capo di queste mura non c'era un veterano come Puyol o Sergio Ramos, icone del calcio iberico, ma il giovane Cubarsí, manifesto del difensore moderno. Una prova di solidità che ricorda quella stoica di Cannavaro ai Mondiali 2006, che gli consentì di diventare il terzo difensore nella storia a sollevare il Pallone d'oro. Fabio, allora 33enne, non era la stella di quell'Italia ma la spina dorsale, proprio come Cubarsì che a 19 anni punta già alle stelle.