"Dieci e ventidue anni. Avevano queste età Stefano e Virgilio Mattei il 16 aprile 1973, quando rimasero uccisi, bruciati vivi di notte nella loro casa, stretti in un abbraccio mentre cercavano di salvarsi”. Così la premier Giorgia Meloni ha voluto ricordare sui social le vittime del rogo di Primavalle negli anni di piombo.
“Due vite innocenti spezzate in modo atroce senza alcuna ragione, se non l'odio politico e ideologico di chi appiccò quel rogo: tre militanti di Potere Operaio che volevano intimidire Mario Mattei, padre di Stefano e Virgilio, '’colpevole’ solo del suo impegno politico”, ha aggiunto il presidente del Consiglio. “Una tragedia che segna una delle pagine più buie degli anni di piombo e che ci mostra dove può arrivare la violenza quando sostituisce il confronto", ha scritto Meloni. Secondo il presidente del Consiglio, “ricordare oggi la barbarie del rogo di Primavalle - prosegue - non è solo un esercizio di memoria, è un modo per rendere omaggio a Stefano, Virgilio e tutte le vittime di quegli anni - di qualunque colore politico - e condannare senza ambiguità ogni forma di violenza politica. Affinché - ha concluso - certi drammi non si ripetano mai più".
La tragedia del rogo di Primavalle, ha colpito duramente l’intera famiglia. Mario Mattei si salvò gettandosi dal balcone insieme alla moglie e ai due figli più piccoli. Gli autori dell’incendio erano Achille Lollo e altri due esponenti di Potere Operaio che finirono sotto processo. Il 28 febbraio 1975, mentre si teneva un’udienza del processo di primo grado nel quartiere Prati di Roma scoppiarono degli scontri tra estremisti di sinistra e di destra che sfociarono nell’uccisione di Mikis Mantakas, militante greco del Fuan che frequentava la sede del Msi di via Ottaviano, avvenuta in piazza Risorgimento.