Il caso relativo alle intercettazioni, relativo alle intercettazioni che vedono, suo malgrado, protagonista l’eroico giudice Paolo Borsellino ma anche suo figlio Manfredi, nominati in modo totalmente fuori luogo soprattutto da Gioacchino Natoli, ex membro del pool antimafia, stanno generando sdegno nel centrodestra. A esprimersi, anche sulle offese rivolte alla presidente della Commissione Chiara Colosimo, è il senatore di FI, Maurizio Gasparri, membro della Commissione Antimafia: “Con astio ed acrimonia i vari Caselli, Scarpinato e Natoli vengono sorpresi in una serie di conversazioni telefoniche a scagliarsi contro la Commissione Antimafia, contro la presidente Colosimo, contro chi vuole mettere in luce le mancate indagini della procura di Palermo negli anni ‘90 sul dossier mafia-appalti. Apprendiamo dalla lettura dei giornali che in seguito alle indagini svolte a Caltanissetta, Caselli, già Procuratore di Palermo, parlando con Natoli, già magistrato della città siciliana, afferma: ‘Ma dobbiamo proprio prenderci tutta sta merda addosso da Trizzino (avvocato e marito di una figlia di Borsellino) Colosimo (Presidente dell'antimafia) ecc.? E Caselli insiste: ‘Non possiamo organizzare qualcosa per dire basta? Fatevi furbi, pensate!’, afferma l'ex procuratore e Natoli risponde: "Lo so, lo so, ma me lo chiedete tutti’. In altre conversazioni invece tra Scarpinato e Natoli vengono espressi giudizi nei confronti di Paolo Borsellino e dei suoi familiari, affermando che il figlio di Borsellino può fare conferenza all'Anm perché il padre era stato ucciso. Un linguaggio davvero incredibile. Da queste conversazioni, frutto di un'attività investigativa della procura di Caltanissetta, si evince che nel triangolo telefonico Scarpinato-Natoli-Caselli, si è cercato di avviare una strategia di dura contestazione nei confronti della Commissione Antimafia. Perché tutta questa determinazione? Collego queste vicende a quanto ha detto il Procuratore di Caltanissetta De Luca, che è tornato in Antimafia a dire che dal ‘91 al ‘95 ci fu una stasi delle indagini della procura di Palermo sulla vicenda mafia-appalti. De Luca ha fatto dei nomi precisi. Ha chiamato in causa i magistrati dell'epoca. E ha riferito, ancora una volta, sui comportamenti inquietanti di Pignatone. Accusato di aver acquistato degli immobili da persone appartenenti a delle cosche. De Luca ha parlato degli errori di Pignatone che non possono essere attribuiti ad imperizia vista la sua competenza. Quindi è bene che la Commissione Antimafia vada avanti. Le prossime occasioni saranno le domande che potremmo fare al procuratore di Caltanissetta De Luca, che potranno mettere, ancora di più, in luce il ruolo ambiguo di Natoli e Scarpinato, accusati di avere preparato l'audizione dello stesso Natoli in Antimafia, commissione della quale Scarpinato ora fa parte. E dovremmo mettere in luce anche il ruolo di Caselli. Ma, soprattutto, le responsabilità gigantesche di Pignatone e capire perché a firma di Scarpinato e di Lo Forte si decise, all'indomani della morte di Borsellino, la parziale, ma dannosissima, archiviazione dell'inchiesta mafia-appalti”.
Gasparri: "Si indaghi sul ruolo ambiguo di Natoli e Scarpinato ma anche su Caselli e Pignatone"
Scritto il 16/04/2026