Non sono, per fortuna, esperto di nulla. Tantomeno di scenari mondiali come ormai in Europa sono un po' tutti. So soltanto due cose: da quando Donald Trump si è insediato di nuovo alla Casa Bianca, ci ha costretti a fiumi di polemiche sui giornali, nei talk show e sui social network, ma alla fine l'America non è mai quello che ci era sembrata. Non capisco perché stavolta dovremmo ricascarci, se non perché ci fa comodo pensare che il problema sia il rapporto tra Donald Trump e Giorgia Meloni. Il «no» della premier italiana è un atto di forza e soprattutto mostra al mondo che negli Stati Uniti, in qualche cassetto della Casa Bianca, The Donald deve avere finalmente trovato il numero di telefono dell'Europa della leggendaria frase di Henry Kissinger, che quando voleva parlare con Bruxelles non sapeva mai chi chiamare. Trump non si rivolge a Ursula von der Leyen, né a Emmanuel Macron, né a Friedrich Merz, ma soltanto alla leader italiana. E mostra un mondo dove, al di là delle critiche e del clima di gelo che in queste ore aleggia un po' come in Groenlandia, esiste oggi un unico riferimento nel Vecchio Continente. E, guarda caso, è l'Italia. Il grande assente di questa polemica è proprio l'Unione Europea, priva di guida politica, priva di visione internazionale e prigioniera di una sinistra che ha stretto con l'islamismo (buono e cattivo) rapporti talmente solidi da non poter decidere nulla, nemmeno se stare con l'alleato atlantico, benché in forma di Trump, o gli ayatollah di un regime autoritario, teocratico e oppositore dei diritti sui quali si fonda lo Stato liberale.
E Donald trovò il numero dell'Ue
Scritto il 16/04/2026