"Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l'incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità, cercava lo scontro". Lo afferma sui social il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, commentando la morte di Abderrahim Fakir a Bologna e le manifestazioni di ieri. "Alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero Corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità. "Trasformare migliaia di donne e uomini in divisa in un bersaglio significa colpire chi ogni giorno serve l'Italia con professionalità, sacrificio e coraggio". "Alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero Corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità. Trasformare migliaia di donne e uomini in divisa in un bersaglio significa colpire chi ogni giorno serve l’Italia con professionalità, sacrificio e coraggio", conclude Meloni.
Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile.
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) July 21, 2026
Sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno.
Ma nulla può giustificare la violenza…
In serata è arrivata la contro risposta del primo cittadino del capoluogo emiliano: "Chiedere verità e giustizia non significa delegittimare chi indossa una divisa. Al contrario, restare nel merito di ciò che è accaduto al Pilastro e accertare le responsabilità sui fatti della scorsa domenica serve a preservare la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni dello Stato", ha detto Matteo Lepore all'ANSA.

