Abiti da passerella a una decina di euro, trucchi e creme per il viso al prezzo di un cappuccino e anche scarpe e borse così simili a quelle dei brand griffati ma di plastica. Chiunque ha ceduto almeno una volta al fascino di AliExpress lo sa bene: la distanza tra la foto e il pacchetto che arriva a casa è spesso abissale. Ma oggi il rischio non è più solo quello di ricevere oggetti di qualità scadente, ma addirittura dannosi per la salute.
La Commissione europea ha infatti inflitto una maximulta da 550 milioni all'e-commerce cinese guidato dal gigante Alibaba. La motivazione? Ha violato gli obblighi previsti dalla legge sui servizi digitali, vendendo prodotti illegali, non sicuri o palesemente contraffatti. Nel mirino di Bruxelles non c'è solo la mancata e diligente valutazione e mitigazione dei rischi legati alla vendita di prodotti non sicuri, la piattaforma avrebbe infatti anche sovrastimato l'efficacia dei propri sistemi di controllo, schierando un numero di moderatori del tutto insufficiente rispetto alla mole mastodontica di merci da verificare. Non solo: gli algoritmi di raccomandazione e gli annunci pubblicitari avrebbero continuato a spingere e promuovere articoli fuorilegge prima della loro rimozione, mentre i controlli sui marchi sarebbero stati facilmente eludibili dai venditori.
Si tratta della sanzione più alta mai comminata finora nell'ambito del Dsa, superiore a quelle già irrogate ad altri colossi come X e Temu. La cifra, comunque è ben al di sotto del tetto massimo del 6% dei ricavi consentito dalla legge. Infatti, rappresenta meno dell'1% dei 122 miliardi di dollari di ricavi del gruppo Alibaba nel 2025.
Con 193 milioni di utenti in Europa, AliExpress guida la classifica dei marketplace cinesi nel Vecchio Continente, davanti a Shein e Temu. Ora la società, che si è detta delusa definendo la stangata "sproporzionata", ha tempo fino al 20 ottobre per presentare un piano d'azione correttivo.
Il messaggio di Bruxelles, tuttavia, è già chiaro: la merce a pochi centesimi non può viaggiare a spese della sicurezza dei consumatori.

