Elly, quel "nostro governo" che sfascia l'opposizione

Scritto il 16/04/2026
da Giuseppe Alberto Falci

Con la solidarietà alla premier, Schlein parla da leader. Si eleva a sinistra responsabile ma spiazza gli alleati

Si è elevata a opposizione responsabile ma ha perso per strada gli alleati di coalizione. È la fase recente di Elly Schlein. Se da un lato ha aggiunto un tassello significativo come anti-Meloni, dall'altro sembra essersi allontanata dagli altri azionisti del Campo largo.

Eppure, il giorno dopo in Transatlantico i parlamentari del Pd attraversano il corridoio dei passi perduti con l'aria di chi ha in pugno le redini della coalizione. Perché la mossa di "Elly" di solidarizzare con Giorgia Meloni e con il "nostro governo" - dopo l'attacco di Donald Trump - cambia gli equilibri interni al campo largo. Fa compiere uno scatto in avanti a chi come la segretaria del Nazareno ambisce a scalare Palazzo Chigi. Se fino a qualche giorno fa si era nel campo delle probabilità, da ieri il sentiment è mutato. "È lei l'anti-Meloni" sussurra un deputato di lungo corso. Raccontano che il cambio di linea sarebbe avvenuto in pochi minuti. Schlein ha prima voluto vedere come si comportassero i suoi potenziali alleati.

Il più lesto è stato come al solito l'alleato-avversario Giuseppe Conte: "È un Trump che attacca. Attacca a destra e a sinistra. Quindi gli attacchi non mi sorprendono. Proprio in questo contesto, avevo cercato di avvertire" Meloni "che almeno la linearità e la chiarezza possono mettere un po' al riparo, piuttosto che l'ambiguità. A un certo punto, tutti i nodi vengono al pettine". E dopo qualche minuto Matteo Renzi ha rincarato la dose: "Giorgia Meloni viene scaricata persino dai suoi, dal suo guru, dal suo leader. Da dopo il referendum ogni giorno un problema. Saranno 15 mesi di piano inclinato fino alle elezioni, il crollo è appena cominciato". Ed è stato dello stesso tenore Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi Sinistra: "Trump si è detto addirittura scioccato da queste critiche, eppure dovrebbe sapere che quando la nave affonda i topi scappano. Eh si, le guerre illegali, la continua violazione del diritto internazionale cominciano a incrinare una destra mondiale che sembrava invincibile". In quei minuti in cui quasi tutti gli azionisti di minoranza decidono di non schierarsi al fianco di Meloni, Schlein matura il cambio di postura ma sfascia l'opposizione: "Ferma condanna per attacco del presidente Donald Trump alla presidente Meloni per avere doverosamente espresso solidarietà a Papa Leone. Siamo avversari in quest'Aula ma tutti cittadini italiani e non accetteremo attacchi o minacce al governo e al nostro Paese".

Raccontano che il cambio di strategia sarebbe il risultato di una rapida consultazione interna fra i parlamentari a lei più vicini all'interno del partito. Confermano che non è stato un suggerimento dell'eterno diccì Dario Franceschini, allievo di Benigno Zaccagnini e a capo di una corrente dall'alto peso specifico negli equilibri interni al Nazareno. Semmai - fonti qualificate - confidano che il consiglio sarebbe arrivato da Peppe Provenzano cresciuto alla scuola di Emanuele Macaluso e Giorgio Napolitano. Una direttrice quella tracciata da Elly che le fa cambiare sì passo nella corsa per la leadership del centrosinistra e la rafforza anche all'interno del Partito. Osserva la democrat Simona Bonafè: "La segretaria Schlein ha fatto bene a esprimere solidarietà alla presidente del Consiglio dopo gli attacchi di Trump".

Eppure Elly perde per strada i compagni di avventura che continuano a irridere la presidente del Consiglio. Renzi, dopo diverse ore, batte ancora lo stesso tasto: "Giorgia Meloni è una banderuola, va di qua o di là a seconda del vento". Non importa. Dalle parti del Nazareno si servono di una celebre frase: "Non ti curar di loro, ma guarda e passa". Ed Elly non si cura di loro. È consapevole di avere fatto la scelta giusta, "perché l'Italia è un Paese libero e sovrano e un governo di qualunque colore non può essere trattato in quel modo". E un sondaggio di YouTrend che la vede in testa alle primarie con il 41% conferma che la sua postura sembra essere premiante.