L'Italia del nucleare ripartirà da due sigle che indicano concetti differenti e rappresentano approcci distinti all'innovazione nucleare: Smr (Small Modular Reactors) e Amr (Advanced Modular Reactors). I primi puntano a rendere il nucleare più accessibile, economico e flessibile, mentre gli Amr mirano a migliorarne efficienza, sostenibilità e sicurezza. Di fatto sono entrambe tecnologie considerate fondamentali per la transizione energetica.
Gli Smr sono reattori nucleari di piccola e media taglia, generalmente con una potenza inferiore a 300 Megawatt elettrici per modulo. La loro principale caratteristica è la modularità: gran parte dei componenti può essere costruita in fabbrica e poi trasportata e assemblata. Rispetto alle grandi centrali tradizionali, che possono superare i 1.000 Mw, gli Smr richiedono investimenti iniziali inferiori e tempi di costruzione più brevi. Molti progetti Smr utilizzano tecnologie già collaudate, come i reattori ad acqua pressurizzata, riducendo così i rischi e facilitando l'iter autorizzativo. A livello industriale sono particolarmente adatti per alimentare reti elettriche; sostituire centrali a carbone; fornire energia a zone remote; alimentare data center e grandi impianti industriali; integrare la produzione da fonti rinnovabili.
Gli Amr sono un upgrade innovativo. Il termine «advanced» indica l'utilizzo di tecnologie di nuova generazione rispetto ai reattori convenzionali. Molti Amr impiegano refrigeranti alternativi all'acqua: sodio liquido, piombo liquido, gas ad alta temperatura, sali fusi. Queste tecnologie consentono di raggiungere temperature operative più elevate, migliorare l'efficienza e ridurre la quantità e la durata delle scorie radioattive.
Gli Amr sono progettati non solo per produrre elettricità, ma anche per fornire calore industriale ad alta temperatura; produrre idrogeno; desalinizzare l'acqua. E se l'Smr descrive principalmente la dimensione, l'Amr descrive il livello di innovazione. Un reattore può quindi essere Smr ma non Amr, se utilizza una tecnologia tradizionale in formato modulare; Amr ma non necessariamente piccolo; sia Smr sia Amr, quando combina modularità e tecnologie avanzate. «Gli Smr ad acqua spiega al Giornale Daniela Gentile, ad di Ansaldo Nucleare - rappresentano il primo passo della nuova generazione nucleare, già orientato all'industrializzazione. Gli Amr saranno un'ulteriore evoluzione, con prestazioni e applicazioni più avanzate e progettati per ridurre l'impatto delle scorie consentendo il riciclo del combustibile così da diminuirne sia la quantità che il tempo di decadimento. In questa staffetta tecnologica, Ansaldo Nucleare è impegnata lungo tutta la catena: dagli Smr fino al progetto Eagles-300 insieme a Enea e a partner belgi e romeni».
A livello globale, gli Stati Uniti sono oggi tra i leader mondiali nello sviluppo di Smr e Amr. Tra le aziende più attive figurano: NuScale Power, TerraPower , X-energy e Kairos Power. Il Canada ci lavora con GE Hitachi Nuclear Energy e anche il Regno Unito è in pista con Rolls-Royce. A livello europeo, l'azienda italiana Newcleo sta sviluppando reattori avanzati raffreddati a piombo (Amr).

